Antologia critica di Mostre personali - Mario Nanni - Ragione Eclettica

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Antologia critica di Mostre personali

Pierre Restany


Anelli metallici di differenti diametri in sospensione nello spazio: le molle che li uniscono aumentano la loro estensibilità. Lo spettatore, invitato ad aprirsi un passaggio fra queste liane d’acciaio, le urta e le fa tintinnare.

Grazie a Nanni la chincaglieria è in festa. I mezzi sono semplici ma particolarmente efficaci: mai la finalità metamorfica dell’occupazione dello spazio mi è apparsa più evidente.

Ho avuto l’occasione di vedere a Milano, nel gennaio del ’69, l’environnement che Nanni aveva realizzato alla galleria Apollinaire. La prima sensazione è stata di meraviglia. La rappresentazione fiabesca è prima di tutto gioia: questa scintilla nello sguardo dei fanciulli giustifica una volta per tutte il mito dell’albero di Natale. Per Nanni l’albero di Natale è anche l’albero di Maggio. L’environnement di Nanni a base di strutture agibili e tintinnanti, è un environnement essenzialmente “praticabile”.

Esso invita a penetrarvi, a percorrerlo, a vivere una avventura psico sensoriale.

Mario Nanni ha raggiunto l’essenziale: un’avventura dello spazio che sia una festa dello spirito e dei sensi. Egli esalta pienamente la funzione ludica dell’arte contemporanea. Le liane del giardino d’inverno di Nanni possono venire da Solingen o da Sheffield, o più semplicemente da una acciaieria lombarda: la metamorfosi tecnologica crea l’esuberanza e la gaiezza. Il tropico di Nanni è il tropico del cuore. Solo una profonda umanità può essere alla base di una comunicazione così spontanea e diretta: la geometria si prende una vacanza per il piacere dei più.

Dal catalogo della mostra Al di là della pittura, San Benedetto del Tronto, estate 1969.

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