Antologia critica di Mostre personali - Mario Nanni - Ragione Eclettica

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Antologia critica di Mostre personali

Giovanni Maria Accame

[…] Riconoscere però i numerosi aspetti che innegabilmente accostano queste costruzioni alla linea dei più giovani operatori, vedere il medesimo sincero entusiasmo per questo progredire delle tecniche, questa modificazione costante dello spazio in cui viviamo, sarà giusto riconoscimento per un artista pervenuto in maniera del tutto autonoma a un discorso attuale delle arti visive.

[…] Per il momento è come se queste costruzioni fossero la proiezione di se stesse in scala superiore. Nanni, monumentalizzandole, le isola maggiormente e maggiormente le espone a un accertamento sottraendole però nel medesimo tempo a un troppo affrettato processo di serializzazione. Sono dei manufatti che vogliono essere guardati e toccati […]. La loro falsa sacralità umiliata nell’impotenza di fermarsi in una positura stabile, l’iterazione metodica di unità elementari, lo spazio giocato tramite la mobilità delle strutture, il ribaltamento dei piani, la fessurazione delle superfici, manterranno queste costruzioni nei limiti fissati. Saranno cioè oggetti controllabili fatti per una verifica di rapporti. […]

Ironia strutturale ironia didattica ironia funzionale: dimensioni modificabilità uso danno origine a questa triplice ironia di un oggetto che non è ironico, che non è frutto di un abile jongleur […]. Il "
giuoco" quindi, se così lo si vorrà chiamare, non è di quelli che diverte; non si tratta di giocare agli scultori, ma di intervenire responsabilizzando il proprio gesto che ricomporrà le strutture in una diversa disposizione.

Nel fare questi oggetti Nanni inizia come sempre respingendo il fascino più appariscente. Rimanda il prestigio dei plexiglas colorati al lavoro futuro, ora sperimenta col ferro saggiandone la resistenza e le possibilità, poi, per eliminare ogni possibile suggestione intrinseca al materiale stesso, lo ricopre con vernice. […]

Tra i lavori presentati, il primo che fu costruito è senz’altro uno dei più didattici. La sua presenza spoglia, tutta tesa a una verifica strutturale dei rapporti fra tre piani mobili e scomponibili, il titolo stesso
"Componenti variabili", già ci indicano di come la sua principale caratteristica sia la modificabilità. Ogni nostro intervento su una delle tre sezioni comporta un complesso variare di relazioni costitutive tutte strettamente collegate all’intervento determinante dello spazio. È lo stesso che diviene a sua volta piano sezionabile in un giuoco metamorfico che riempie e svuota, nasconde e rivela, proponendosi così a una lettura in negativo. Il segno sarà lo spazio, le forme, tra le strutture, saranno nel vuoto.

Seguono altri oggetti meno controllabili per la compresenza di un evidente desiderio di sedurre e una disposizione sincera alla ricerca più razionale. […] Le due esemplificazioni
"Risultato provvisorio di un processo" riescono col nostro intervento a mutare completamente d’aspetto, disponendo di superfici differentemente trattate. […]

[…] "
Elementi sovrapposti è il titolo del più esemplare di questi oggetti. L’analisi delle semplici parti costitutive e del loro coordinarsi in costruzioni rivela una poetica compiuta. […] Non c’è rappresentazione, ma presentazione di un oggetto composto dall’unione di parti singole. […]

Con questo gruppo di opere Nanni da pittore di forme costituite si è fatto costruttore delle forme stesse. Sarebbe quindi una pretesa sbagliata che tutto qui fosse nuovo, del pittore è presente più di un particolare ora divenuto elemento intercambiabile nell’economia della costruzione. Dopo tutto è da quei particolari che Nanni è partito con il suo ultimo lavoro. Quello che è cambiato in lui è il differente modo di porsi davanti alle cose.

[…] Nanni si è accorto che "capire" l’ambiente che ci circonda e intendere l’uomo che si muove in quello, significa "costruire" una parte di quell’ambiente: non un "oggetto ambientato" ma un "oggetto ambientatore", controllare il metodo che lo genera e, mettendolo in relazione con un pubblico, registrarne la validità pragmatica. […]

Dalla presentazione della mostra personale alla Galleria La Nuova Loggia, Bologna, marzo 1967.


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