Antologia critica di Mostre personali - Mario Nanni - Ragione Eclettica

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Antologia critica di Mostre personali

Claudio Spadoni


[…] Gli ultimi lavori, che costituiscono il risultato di alcuni anni di ricerca, giungono ad ulteriore conferma di una carica sperimentale inesausta, che seppure in sintonia col clima storico attuale, non ne segue passivamente le declinazioni operative […].

Tavole e sezioni
circolari di legno costituiscono il supporto per una nuova concentrazione di segni, ricondotti a valenze di sottile, sensibilissima memoria pittorica. Ma si tratta, se così si può dire, di una ‘concentrazione dispersa’, che cioè non ha centro, punti certi di riferimento. […] Ancora ‘topografie’, senza dubbio, ma che attraversano la lucida nitidezza, lo sguardo freddo, implacabilmente tecnologico […] delle precedenti “Geografie dell’attenzione” e ancor più dei “Mitici computers”, per ricollegarsi semmai a componenti delle lontane opere informali. […]

Da una più invadente collocazione spaziale, le tavole vengono riportate alla superficie del muro che sembra ingoiarle in una sorta di illusorio sprofondamento dato da una zona di colore.

Si stabilisce, in questo modo, un rapporto virtuale fra interno-esterno, fra la presenza concretamente materica del legno e dei filamenti cromatici che lo percorrono, e il fondo idealmente non più bidimensionale che le fa apparire come fluttuanti in uno spazio psicologicamente indefinito. […]

Se in queste opere, in cui traspare ancora una sottile indicazione ludica, è comunque plausibile un riferimento ad una condizione oggi largamente diffusa di ricerca introspettiva, di abbandoni sensibilistici, di ripiegamenti quasi intimistici, Nanni esorcizza questa possibile lettura con un nuovo scarto operativo che riporta ad una inattesa rarefazione dell’immagine. Il bianco della parete raccoglie allora solo l’impronta della materia, quasi che di essa sia rimasta l’esigua traccia – vorrei dire quasi la fotocopia – sospesa ambiguamente fra la superficie neutra, asettica, e un’idea di profondità impalpabile. Un processo di depurazione che annulla ogni spessore, ogni richiamo materico […]. Il tracciato minimo, scarnificato, che rimanda alle tavole lignee, se ne cancella la consistenza materiale, ne ripropone comunque il principio della ‘
segmentazione’, vale a dire il senso della presenza dispersa, della visione parcellizzata, lenticolare.

Il rapporto fra le tavole, le sezioni lignee, e la loro diafana proiezione sulla spazialità solo virtuale del muro […] va oltre i presupposti che informano le linee del pensiero d’oggi, per definirsi in una concezione operativa comunicante con opzioni culturali diverse.

L’una complementare dell’altra, indubbiamente, e tali da indurre a quella ‘vertigine fredda’ di cui parla lo stesso Nanni; vale a dire ad un equilibrio instabile fra la suggestione anche tattile della materia – quasi un’esca per un diretto coinvolgimento esistenziale – e il rigore di un’analisi che stabilisce un diaframma concettuale sull’emergenza del fisico e dell’organico. E si capisce come tale complessità di valenze consenta di instaurare collegamenti diretti con la situazione in atto, e al tempo stesso di adottare un sistema di mediazione che fa emergere legami e riferimenti storici. […]

Dalla presentazione della mostra personale Segmentazioni alla Galleria Due Torri, Bologna, 1981.

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