Antologia critica di Mostre personali - Mario Nanni - Ragione Eclettica

Vai ai contenuti

Menu principale:

Antologia critica di Mostre personali

Claudio Cerritelli

[…] “Anelli metallici di differenti diametri, uniti da molle che aumentano la loro estensibilità: il segno viene occupando lo spazio e vi opera come su un piano, creando un intrigo quasi gestuale, sempre trasferito in una prospettiva ottica elastica, per avvicendamenti e di stanziamenti, in un filtraggio dinamico, vitalizzato dall’aria. Lo spettatore, stimolato ad aprire un passaggio tra queste linee d’acciaio, le urta e le fa tintinnare”. Sono le medesime parole di Nanni (1968) a descrivere uno spazio finalmente totalizzante, in cui tutti i presupposti e le utopie di coinvolgimento trovano il loro momento di massima realizzazione ambientale. Con questa serie intitolata “i giochi del malessere” l’artista compie un passo decisivo che mette la sua ricerca in sintonia con le esperienze italiane più interessanti alla fine degli anni sessanta. […] Per quasi dieci anni la vocazione ambientale di Nanni non ha sosta […] dalla Galleria Apollinaire di Milano alla Galleria La Loggia di Bologna, da un ambiente costruito a Caorle in una rassegna nazionale (tra gli altri Alviani Castellani Colombo) ad un significativo intervento con gli anelli alla VIII Biennale di S.Benedetto del Tronto […].

L’avventura dei “Giochi del malessere” si conclude nella rassegna bolognese “Gennaio 70” curata da Barilli Calvesi Trini, dove Nanni offre una diversa installazione della trama di anelli sospesi ad altezza d’uomo, con nuove regole di comportamento. Con “
Amore mio” a Palazzo Ricci di Montepulciano l’ambiente presenta nuovi materiali e indicazioni visive, mappe colorate e molle che dialogano con il contenitore storico, non annullando la presenza degli affreschi, anzi accentuando il contrasto tra le due ipotesi di spazio e di architettura interna […].

Sono anni intensi, calamitanti, soverchiati dagli interventi che si accavallano permettendo all’artista di maturare rapidamente le soluzioni linguistiche, di intervenire in tempo reale, di esserci senza pentimenti e con piena responsabilità d’azione.

Questo passaggio dagli anni 60 agli anni 70 è senza dubbio la fase più forte e fortunata di Nanni, la sua è una posizione di punta nella ricerca artistica italiana, non c’è solo l’appoggio incondizionato della critica militante ma la sensazione di una capacità di far proprie le occasioni ricevute, l’abilità di offrire interventi personali e davvero coinvolgenti, l’intelligenza di tenere sempre aperto il problema dello spazio pittorico come luogo di convergenza di molteplici stimoli sensoriali. […]

Così, dall’espansione progressiva degli ambienti agli interventi su carte topografiche visibili nella serie delle “
Geografie dell’attenzione” lo spirito di invasione spaziale non perde tensione […]. L’antica idea di superficie si identifica in una confluenza di mappe, carte geografiche, piante di una città ideale […]. Nanni ha già ampiamente conosciuto le energie invisibili dell’ambiente, ora può tornare a fare i conti con la combinazione delle superfici, non cambia il tenore della comunicazione, tenuta sotto il controllo della sua esperienza logico-spaziale. […]

Dal catalogo della mostra antologica La ragione eclettica alla Pinacoteca Civica, Pieve di Cento (Bologna), 1991.

Torna ai contenuti | Torna al menu