Antologia critica di Mostre personali - Mario Nanni - Ragione Eclettica

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Antologia critica di Mostre personali

Claudia Collina

[...] Mario Nanni […] Artista a tutto tondo, non codificabile da un solo medium, Nanni ha espresso le sue costanti poetiche nell'arco di sei decenni attraverso il disegno, la pittura, la scultura, l'installazione e l'environment, all'insegna dell'ossimoro di una costante trasformazione dell'idea. Egli ha recentemente esposto al pubblico i suoi ultimi lavori, I giochi della metamorfosi, summa in una stilla dei suoi percorsi concettuali e formali; e donato due opere di tale ciclo all'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna.

[…] Il 1968 si dimostra cruciale per Nanni: realizza un importante environment d'arte ambientale, I giochi del malessere, cui seguono lo straordinario Amore mio e la performance Il limite del mare, dove i segni dell'idea stesa sul progetto cartaceo rifluiscono, oggi, nei Giochi della metamorfosi, come se Mario continuasse a cercare la misura dei limiti del globo e dello spazio, attraverso i canali materici della sua pittura che ci stupisce attraverso l'incessante, regolare, metamorfosi operata dai flussi energetici dell'orologio cosmico, con una fantasia più storica e simbolica rispetto a quella matematica, fisica e geometrica con cui misurava il "limite del mare".

[…] le Geografie dell'attenzione: installazioni bidimensionali o tridimensionali, attraverso l'elaborazione pittorica della cartografia, in cui l'indagine di Nanni diventa topografica e fantastica al tempo stesso, un'interpretazione emotiva e concettuale dell'habitat trasformato dall'essere umano e dal suo sviluppo tecnologico, che trae origine dalla riflessione e maturazione di opere degli anni Sessanta, come Macchina-faro, Sequenze e Finestra sulle cose.

[...] Le "cose" tecnologiche trovano l'acme nel Mitico computer, anno 1973: le forze energetiche ideali e ordinate delle sculture in ferro sono espresse da Nanni sulla carta, trasformate in linee disordinate e confuse, aggrovigliate in una metafora rivelatoria del caos e delle nevrosi che talvolta albergano nel cervello umano, simbolizzato dal computer quale ricercata forma di una poetica oggettuale rinata dalle braci non ancora sopite della pop art. "Questo mio lavoro poggia su due componenti contraddittorie (che sono poi in fondo una mia costante): una di origine grossomodo fenomenologica che mi porta verso una fusione e compenetrazione organica, un contatto con le cose, l'altra di ordine analitico strutturale che mi fa considerare il versante dell'indagine e dell'analisi, così che l'impeto energetico, dinamico, di coinvolgimento organico, l'energia immaginativa e il meccanismo dell'immaginazione con la sua inevitabile parte di gioco assumono un aspetto di vertigine fredda" (Nanni, 1975).

[…] e nei dipinti che ripropongono con coerenza le tensioni concettuali dell'artista, come nelle Colonne, sino ad arrivare a punte qualitative come la serie di opere La traccia dell'esistente, indagine sulla precarietà e inafferrabilità fenomenica e sulla ricchezza di un fuggevole presente noumenico, erede del passato e genesi del futuro al contempo, capace di lasciare l'impressione, il segno, la traccia. Materia magmatica e rigore geometrico convivono con consapevolezza nel lavoro di Nanni sino alle Impronte e Installazioni del 1993-94, dove ricompare, in scultura, un altro dei simboli del passato dell'artista: l'ingranaggio dell'orologio quale metafora dei cosmi, micro e macro, e della circolarità del tempo che li governa.

[…]  Ne I giochi della metamorfosi, ciclo d'installazioni che Nanni compie dal 2001 a oggi, egli amplia le Geografie dell'attenzione a sguardi universali, spostando il punto di vista nel tentativo di rileggere e superare il rapporto sublime e romantico tra l'uomo e il cosmo alla luce della tecnologia spaziale, che ha squarciato le prospettive dell'uomo verso l'universo, e della ricerca fisica sui neutrini e l'armonia cosmica; e il suo lavoro culmina, attualmente, nella sintesi perfetta della scultura, dal titolo di sapore calviniano, La città errante, dove Nanni, recuperando ancora una volta un elemento dal passato, l'ingranaggio a orologio per le Componenti variabili, crea una nuova metafora del pianeta, del luogo in cui s'interseca un'umanità nomade e globalizzata la cui energia, vorticosa, orizzontale e costellata da simboli, è proiettata verso il sistema solare e la scoperta di nuovi mondi, o verso un'inquietante esplosione della stella nebulosa.

Da "IBC" (© Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna), articolo "L'orologio dell'universo", rivista XIII, 2005, 3 - ISSN 1125-9876.

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